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A Leverano (vedi foto gallery)

Un monumento per ricordare le vittime civili del 23 luglio 1943

  

             In quell’incursione aerea, che distrusse  quasi completamente l’aeroporto di Leverano (identificabile con il n. 462) e una trentina di Stukas, morirono numerosi soldati tedeschi e dodici civili leveranesi, per lo più impegnati nei lavori di trebbiatura del grano in una vicina masseria.

 

            L’aeroporto, costruito agli inizi del conflitto, non era mai stato utilizzato quando fu occupato da un centinaio di avieri tedeschi e dai loro caccia, nella primavera del 1942, stabilendo il loro comando a pochi chilometri da lì, nella tenuta Mascarana, dove sono ancora visibili alcuni graffiti tracciati dai soldati di Hitler.

 

  I tedeschi arrivarono nella primavera del 1942 con i loro aerei Stukas e un centinaio di avieri, avvicendandosi ai militari italiani.

            L’aeroporto era stato individuato dagli americani, che lo attaccarono pesantemente, poco dopo mezzogiorno, con circa 40 bombardieri con aerei provenienti da una portaerei, spintasi al largo di Porto Cesareo.

            Aiutati anche dalla disponibilità dei radar, l’attacco fu sferrato poco dopo mezzogiorno, sorprendendo a terra tutti gli aerei, che non potettero alzarsi in volo per contrastare l’attacco.         

 

      Dopo l’armistizio del 1943, l’aeroporto fu risistemato e utilizzato dagli alleati per incursioni sulla vicina penisola balcanica.  Inoltre qui, nel novembre ’43,  nacque la Scuola Caccia, ed ebbe la sua prima sede nell’aeroporto di Leverano, dove rimase operativa dal luglio del ’44 ad ottobre ’45, data del suo trasferimento a Galatina.

             Quei tragici eventi hanno lasciato il segno nella memoria dei leveranesi e l’Amministrazione di Leverano ha voluto lasciare un monito e un ricordo di quello che la guerra significa, anche per episodi e realtà considerate “minori” dalla storia.

 

ROCCO  DURANTE SOCIO BENEMERITO