TARANTO LA CITTA' DEI DUE MARI
A Taranto, la città dei due mari
Ore 08:15 di domenica 26 ottobre: Taranto ci accoglie con il ritorno dell’ora solare, per offrirci una giornata di sana spensieratezza, arricchita da significativi contenuti culturali ed anche di momenti … gastronomici..
Noi soci ANFI di Leverano ci siamo recati nella città dei due mari per una gita programmata dal Presidente Leo e dal Direttivo e organizzata, con pazienza e accuratezza, dal vicepresidente Palmiro D’Agostino.
Ansiosi di cominciare il previsto giro di visite, ci siamo subito recati al Castello Aragonese o Castel Sant’Angelo, fatto costruire da Ferdinando II d’Aragona nel XV secolo, con successive modifiche ed adattamenti succedutisi nel corso dei secoli. Oggi il Castello sovrasta il canale navigabile di Taranto, creato artificialmente, che collega il Mar Piccolo col Mar Grande e sorveglia il conosciutissimo ponte girevole, che unisce la Taranto vecchia con la città nuova.
Accolti da una cortese graduata della Marina Militare, siamo entrati nel Castello e subito abbiamo potuto vedere un modello in scala di tutta la struttura, cosa che ci ha consentito di capire meglio quello che avremmo visto nel seguito della visita. Oggi gli ambienti interni, una volta adibiti a prigione, sale mensa o alloggi per i soldati occupanti, ospitano mostre e riunioni culturali, al servizio della Città e dei cittadini.
Con vero stupore e viva curiosità siamo entrati in quella che, alla fine del Settecento, è stata la cella del generale napoleonico Alexandre de La Pailleterie (più noto come Generale Dumas), imprigionato dai Borboni e sottoposto a torture e tentativi di avvelenamento nei 16 mesi in cui vi fu rinchiuso. Le sue tormentose vicissitudini, raccolte dal figlio Alexandre Dumas, hanno ispirato le vicende narrate nei ben noti e popolari romanzi “Il conte di Montecristo” e “I tre moschettieri”.
Una breve sosta nella cappelletta compresa all’interno del Castello e, poi, subito verso la prossima tappa.
Il Museo Spartano ipogeo ci ha letteralmente inghiottiti, facendoci scendere 16 metri sotto il livello del piano stradale e poi 4 metri sotto il livello del mare. L’iniziale timore è stato subito vinto grazie all’accoglienza di un esperto e competente giovane che ci ha guidati in un affascinante percorso storico. Dalla sua voce siamo stati trascinati in remoti periodi del passato, i cui resti sono ancora visibili negli ambienti del Museo. Scavato in più fasi nella roccia calcarea, ha visto avvicendarsi spartani, greci e romani, che hanno, tutti, lasciato tracce della loro presenza.
Anche la preistoria è ancora presente: una conchiglia fossile, inserita nella roccia calcarea e risalente a ben 175.000 anni fa, testimonia il periodo in cui la zona era tutta sommersa dal mare! La nostra meraviglia per questo e per tutti gli altri reperti ci ha fatto capire quanto lavoro e quante sofferte esperienze ci hanno portati sino ai nostri giorni! Dall’VIII secolo a.c., data della sua fondazione, i diversi popoli che hanno occupato Taranto hanno contribuito, ciascuno per la propria parte, a lasciare tracce della propria cultura ed hanno reso Taranto per come oggi noi la ammiriamo: città bella e ricca di cultura!
Infine, stanchi ma soddisfatti, ci siamo diretti al ristorante, dove ci attendeva il meritato e tanto atteso pranzo, a chiusura del quale, complice il vino, si sono levati i nostri festosi brindisi.
Al rientro a Leverano tutti noi, nel salutarci, abbiamo espresso lo stesso comune augurio: Alla prossima!
Giovanni Russo